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EquamenteGPT | L’IA… inclusiva?

Alla scoperta di EquamenteGPT, l'esperimento di Intelligenza Artificiale made in Kinoa applicato ai temi della parità di genere e dell'inclusione.

“Perché non parli?” chiedeva retoricamente Michelangelo Buonarroti alle sue sculture, così precise e spettacolari che a mancar loro era solo il dono della parola.
Oggi, in uno slancio digitale che sta lasciando tutti a bocca aperta, l’intelligenza artificiale sta tra le altre cose donando una sorta di capacità d’espressione simil-umana alle macchine, che godono di una buona capacità di apprendere dati di varia tipologia, elaborarli e renderli fruibili agli utenti simulando un dialogo.
Tra reazioni di stupore e meraviglia (in alcuni casi persino di paura), anche Kinoa Innovation Studio ha voluto effettuare un ulteriore esperimento con un pizzico di spettacolarità: lavoriamo da tempo con l’IA, e abbiamo deciso a scopo dimostrativo di creare “EquamenteGPT”, una versione di ChatGPT da noi istruita ad apprendere il contenuto del Bilancio di Genere della Città Metropolitana di Firenze, alla cui stesura e impaginazione ha lavorato parte del nostro team, oltre ad altri documenti istituzionali relativi sempre alla parità di genere.

L’obiettivo era quello di mostrare le potenzialità di elaborazione di questi nuovi applicativi, oggi a disposizione di tutti gli utenti finali, e anche di mettere in evidenza alcuni bias cognitivi da cui possono essere affette le macchine stesse dal momento che, appunto, sono riflesso della società in cui viviamo.

Per semplificare, il meccanismo è stato questo:

  1. abbiamo dato i documenti “in pasto” all’intelligenza artificiale;
  2. abbiamo dato delle indicazioni di apprendimento e testato la capacità di dare risposte attinenti a quanto somministrato;
  3. abbiamo fatto partire un test sottoponendo un rosa di domande sul tema della parità di genere, osservando le risposte che EquamenteGPT riusciva a dare;
  4. tutto questo, rimesso “in bella” in una presentazione animata e interattiva, è stato presentato alla Tavola Rotonda di chiusura dei lavori sul Bilancio di Genere della Città Metropolitana di Firenze.

Le reazioni? Da un lato la sorpresa: la capacità di parlare degli argomenti oggetto di quella stessa Tavola Rotonda è risultata notevole.
Dall’altro lato una consapevolezza, confermata dalla voce della stessa IA: vi sono alcuni rischi di disparità sociale e di genere che si concretizzano anche nell’ambito lavorativo che sta dietro le quinte del mondo dell’IA, nonché manifesti anche nelle stesse risposta date da EquamenteGPT.

Si conferma ancora una volta una consapevolezza: l’innovazione digitale non è qualcosa di cui aver paura, ma è soltanto qualcosa che occorre saper gestire con grande coscienza.
E fra usare bene e usare dannosamente l’IA la differenza nei risultati è davvero notevole, nonostante il confine fra i due utilizzi sia molto sottile.

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