Lo scorso fine settimana volevo provare un nuovo ristorante. Un posto carino, intimo, lontano dai circuiti più turistici, e nell’esatto momento in cui mi sono messa a cercarne uno online, ho realizzato di essere in tutto e per tutto una figlia della Generazione Z.
Senza pensarci due volte ho preso infatti il mio smartphone, ho aperto TikTok e ho digitato la mia richiesta sul campo di ricerca dell’applicazione, richiesta che fino a pochi anni fa avrei fatto a Google.
In quel momento mi è stato chiaro quanto il mio modo di cercare informazioni si sia trasformato e quanto questo cambiamento non sia solo personale, ma generazionale.
Non è una novità che i giovanissimi usino sempre più spesso TikTok come fonte per le loro ricerche, ma come si sviluppa questa dinamica e quanti effettivamente la mettono in pratica?
Un po’ di dati
Secondo uno studio1 risalente a settembre 2025, l’86% dei ragazzi della GenZ (su un campione di oltre mille consumatori statunitensi) afferma di affidarsi settimanalmente a TikTok per le proprie ricerche, pareggiando quasi l’utilizzo di Google, che tocca il 90%. I Millennials, invece, restano maggiormente fedeli allo storico motore di ricerca, a loro più familiare.
I due metodi, però, non sono perfettamente sostituibili tra loro. L’utilizzo dell’uno o dell’altro dipende principalmente dalla natura delle informazioni e dalla profondità delle risposte che l’utente necessita.
Tiktok, infatti, viene preferito per ricerche specifiche, riguardo ad esempio il beauty, la moda, i viaggi e i ristoranti, mentre Google fornisce risposte più approfondite ed elaborate, che richiedono un diverso tipo di attenzione. La ricerca, talvolta, inizia sui social in maniera superficiale e poi viene arricchita su Google e siti web.
Perché questo utilizzo di TikTok è in crescita?
La ragione più evidente è allo stesso tempo la più ovvia: la predilezione crescente degli utenti dei contenuti visivi a discapito di quelli testuali.
L’attenzione media si è ridotta, le persone scorrono velocemente le informazioni e si seleziona ciò che è più rapido da comprendere. I contenuti su Tikok offrono risposte veloci, con una narrazione accattivante e altamente personalizzata (grazie agli algoritmi), tutte caratteristiche che spronano a prediligerlo quando l’argomento non richiede un approfondimento particolare.
Questo genere di contenuti, in secondo luogo, trasmette una caratteristica che su Google è meno immediata, ovvero l’autenticità. La fiducia che gli utenti provano nei confronti dei “pari” che pubblicano contenuti è notevole, e la percezione di genuinità è fondamentale soprattutto quando si cercano opinioni personali o recensioni.
Tiktok, inoltre, essendo una piattaforma social, permette anche di interagire direttamente con altri utenti, permettendo anche il confronto e lo scambio diretto.
Non è solo dove, ma come
La Generazione Z non abbandona dunque del tutto Google, di cui continua ad apprezzare la solidità e l’ampiezza del repertorio, ma lo usa con modalità e frequenze diverse. Il punto non è per forza, quindi, scegliere l’uno o l’altro, ma capire con quali criteri scegliamo di fidarci di ciò che troviamo.
E in questo, il passaggio da Google a TikTok racconta molto più di un semplice cambio di abitudini: racconta un diverso modo di guardare, interpretare e vivere il mondo digitale.

Di Aurora Capanni
Social Media Manager & Content creator
- * TikTok for Business. TikTok Search Ads: Incremental Revenue Growth. 9 settembre 2025. ↩︎