Nel mondo dei social media l’impatto visivo è tutto.
Catturare l’attenzione in frazioni di secondo è diventata la sfida principale per chiunque crei contenuti digitali. Tuttavia, c’è una domanda che ogni comunicatore o designer dovrebbe porsi prima di premere “Pubblica”: questa grafica è davvero leggibile per tutti?
Esistono tanti modi per rendere le grafiche più leggibili, ad esempio l’utilizzo di font semplici e senza troppi abbellimenti grafici, i quali spesso finiscono per appesantire il design e rendere difficoltosa la visione. Un’altra pratica molto inclusiva è l’uso di font pensati specificamente per chi ha disabilità visive e cognitive. Ma c’è un elemento critico a cui bisogna prestare un’attenzione particolare: i colori utilizzati.
La trappola della brand identity e l’inganno degli schermi: una questione di contrasti
Spesso, infatti, vediamo sui social circolare grafiche che non pongono la giusta attenzione al contrasto di colore. Questo errore si verifica frequentemente quando si decide di applicare la linea grafica di riferimento del brand come un vero e proprio “dogma”, senza preoccuparsi di adattarla al contesto specifico in cui viene usata.
Per cercare di rimediare a un contrasto debole tra testo e sfondo, si cerca rifugio in escamotage grafici. Ma non sempre ombre ed altri stratagemmi vengono in aiuto, e qualche volta finiscono per peggiorare anche la situazione!
A questo si aggiunge un problema puramente tecnico: non bisogna farsi trarre in inganno dalla luminosità del display da cui si guarda il contenuto durante la fase di creazione. Un testo che sembra perfettamente leggibile sul monitor di ultima generazione di un graphic designer, retroilluminato al massimo, potrebbe risultare illeggibile sullo smartphone di un utente che scorre il feed sotto la luce del sole o con la luminosità al minimo.
La soluzione: misurare per comunicare meglio
L’occhio umano è soggettivo, l’accessibilità no. Per questo è opportuno affidarsi a un’analisi impeccabile su siti specializzati che analizzano l’accoppiamento dei colori.
Nel nostro lavoro quotidiano in Kinoa, ci affidiamo talvolta allo strumento Contrast Checker, disponibile gratuitamente online (https://tabnav.com/it/contrast-checker/text). Questo tool permette di valutare l’accessibilità, e di conseguenza la reale leggibilità, del contrasto tra due colori inseriti, fornendo un riscontro oggettivo basato sulle linee guida internazionali.
L’accessibilità di lettura del contrasto colore va su una scala di “A”, dove la tripla (“AAA”) rappresenta il massimo… per intenderci, contrasti similari al nero su bianco e viceversa. Già un grado “AA” rappresenta un livello molto valido in termini di contrasto e leggibilità.
Rendere i propri canali social accessibili non significa sacrificare la creatività o l’estetica del brand, ma evolverle in una forma più matura. Significa assicurarsi che il nostro messaggio, su cui abbiamo lavorato tanto, possa davvero arrivare a chiunque. Perché una comunicazione che esclude una fetta di pubblico, per quanto possa essere esteticamente perfetta, è una comunicazione che ha mancato il suo obiettivo primario.

Di Stefano Ciapini
Social Media Manager & Content creator